Sdraiata sul letto, nel mite dicembre messicano, ascolto il mondo accendersi alle prime luci dell’alba. I primi brusii fuori dalla finestra, il chiacchiericcio dei passanti, il rumore di piatti di chi sposta le stoviglie della sera prima, vecchi autobus che rompono il silenzio per le strade e vortici di polvere smossi dal vento a rifrangere […]
Perché sono partita con un’idea stereotipata dello Yucàtan, che si è frantumata una volta messo piede in quella terra. Ed ora sono qui, davanti al mio computer, a raccogliere e a ricostruire pensieri ed emozioni di un viaggio che mi ha dato più di quanto potessi aspettarmi, in diversi sensi.
Yucàtan significa “non ti comprendo”, ma e una volta che l’hai compreso, ti resta dentro.
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