In questi giorni, ti ho accompagnato nel clima natalizio in giro per il Mondo, con un’attenzione particolare alla tavola. Perché il “mangiare” rappresenta non solo una necessità per far fronte ad un fabbisogno fisiologico, ma racchiude anche significati psicologici legati alle tradizioni e alle culture di ogni terra.
Il calore latino che avvolge il Natale in Colombia inizia il primo di Dicembre, quando le luci delle città si accendono di mille colori.
A Bogotà, le strade si illuminano dopo il concerto di filarmonica del Monastero di Monserrate che dall’alto delle Ande veglia sulla città. La serata di accensione finisce con uno spettacolo pirotecnico per inaugurare l’attesa natalizia e dando il via alle tradizioni in tutto il paese.
Il giorno dell’Immacolata, è usanza che le case vengano circondate da candeline bianche e colorate per aspettare l’avvento della Madonna e per ringraziare gli angeli per l’anno passato. La tradizione vuole che la Vergine ascolti le preghiere degli abitanti e che benedica le loro case quando queste sono illuminate dal bagliore avvolgente dei lumi.
Inizia poi l’attesa per il ventiquattro dicembre (novena de aguinaldos), scandita da nove giorni in cui famiglie e amici si incontrano per pregare insieme accanto al presepe e per cantare (villancicos) la storia del Natale, tenendo in mano un buon vino e gustando i buñuelos, frittelle in farina di mais (qui la ricetta).
La famiglia si riunisce per celebrare e brindare, gustando l’ajiaco, una zuppa di pollo con patate a mais; i tamales, una polenta di mais arricchita di carne e spezie e avvolta da foglie di banano (qui la ricetta); la lechona, un arrosto di maiale ripieno di riso, verdure e spezie (qui la ricetta); e tacchino, ripreso dalle tradizioni americane.
La mattina di Natale, la magia è dedicata ai bambini che scartano i regali mangiando natilla, un dolce simile alla panna cotta con farina di mais e caramello (qui la ricetta).
Un ringraziamento speciale a Angie, mia cara amica colombiana che con grande dolcezza e disponibilità mi ha raccontato le usanze del suo paese, nutrendo il mio desiderio di vivere di persona un Natale in questa splendida terra.
Una psicologa con la valigia sempre in mano.
Benvenuti nel blog di Psicologia del viaggio.
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